IL SANGUE PARLA PRIMA DEL CERVELLO: SCOPERTO UN INDICATORE PRECOCE DI DEMENZA

Anche un cuore apparentemente sano può nascondere piccoli danni che, con il tempo, si riflettono sul cervello.

Una grande ricerca condotta dall'University College London, pubblicata sull'European Heart Journal, rivela che un valore lievemente elevato di troponina, una proteina che segnala microlesioni del muscolo cardiaco, potrebbe predire il rischio di demenza già nella mezza età.

Il cuore avvisa il cervello

La troponina viene normalmente misurata in caso di sospetto infarto, ma la nuova analisi mostra che anche livelli leggermente superiori alla norma hanno un significato clinico. Indicano piccole ma costanti alterazioni del cuore che, nel lungo periodo, possono ridurre l'afflusso di sangue al cervello e compromettere le funzioni cognitive.

Il professor Eric Brunner, a capo dello studio, ha seguito per oltre 25 anni quasi 6.000 persone tra 45 e 69 anni, scoprendo che ogni raddoppio del valore di troponina è associato a un aumento del 10% del rischio di demenza. Nei soggetti con i livelli più alti, il rischio cresce fino al 38%.

Effetti misurabili decenni prima

Le differenze si osservano già 20-25 anni prima della diagnosi clinica. Chi presenta valori elevati mostra un declino cognitivo più rapido, con un "invecchiamento cerebrale" anticipato di circa due anni dopo gli 80 anni.

Risonanze magnetiche effettuate su un sottogruppo di partecipanti hanno confermato la connessione: chi aveva troponina più alta mostrava un volume cerebrale inferiore, in particolare nel lobo ippocampale, essenziale per memoria e apprendimento. La perdita di materia grigia era in media dello 0,6%, equivalente a tre anni di invecchiamento cerebrale aggiuntivo.

Cuore e cervello: un unico sistema

«La salute del cuore e quella del cervello sono indissolubilmente legate», spiega Bryan Williams della British Heart Foundation. La prevenzione parte dalla mezza età: controllare pressione, colesterolo, peso e praticare attività fisica regolare riduce il rischio sia di malattie cardiovascolari che di declino mentale.

Anche il movimento quotidiano può fare la differenza. Un programma dell'ETH di Zurigo mostra che bastano 24 minuti di esercizi leggeri al giorno, combinati con attività cognitive, per migliorare memoria e attenzione anche negli anziani.

Un semplice test per il futuro

I ricercatori vedono nella troponina un potenziale strumento di screening precoce: se i risultati verranno confermati, un semplice esame del sangue di routine potrebbe identificare decenni prima chi è più a rischio di demenza.

La conclusione è chiara: un cuore sano è la chiave per una mente lucida. Curare il sistema cardiovascolare significa non solo vivere più a lungo, ma anche conservare memoria, lucidità e qualità della vita.

2025-11-12T15:14:31Z