CRANS-MONTANA: AI SOPRAVVISSUTI VIENE TRAPIANTATA PELLE CREATA DALLE LORO CELLULE


Fino a pochi decenni fa, ustioni estese significavano spesso morte

«Se l'incendio di Crans-Montana fosse avvenuto trent'anni fa, molte meno persone sarebbero sopravvissute», ha spiegato Thomas Kremer, primario del Centro grandi ustionati di Lipsia, ai microfoni della televisione svizzera SRF. Oggi, grazie alla terapia intensiva moderna, sopravvive circa una persona su due anche con danni fino al 95 per cento della superficie corporea.

Superata la fase critica, però, emerge una nuova sfida: come garantire una pelle elastica, funzionale e compatibile con la crescita, soprattutto nei pazienti più giovani. Per alcuni sopravvissuti all'incendio del comprensorio vallesano, la risposta arriva da una tecnologia avanzata: pelle coltivata in laboratorio a partire da cellule del paziente stesso.

Nel rogo che ha colpito Crans-Montana sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Tra 80 e 100 hanno riportato ustioni gravi, spesso superiori al 60 per cento della pelle. In questi casi, i tradizionali innesti di cute prelevata da altre parti del corpo salvano la vita, ma presentano limiti evidenti: cicatrici rigide, dolore cronico e, nei bambini, la mancata crescita della pelle trapiantata, che rende necessari nuovi interventi.

Per superare questi problemi, i ricercatori hanno sviluppato una soluzione più avanzata. Da una biopsia grande quanto un francobollo vengono prelevate cellule dell'epidermide e del derma, coltivate insieme in laboratorio fino a formare un tessuto cutaneo vivo, elastico e resistente. Poiché il materiale è autologo, non esiste rischio di rigetto.

Il procedimento è frutto di oltre venticinque anni di ricerca all'Università di Zurigo e ha portato alla nascita dello spin-off Cutiss, che ha sviluppato il trapianto chiamato denovoSkin. «Abbiamo creato un tessuto cutaneo umano vivo, personalizzato e a doppio strato», spiega la cofondatrice Daniela Marino. «È questo che gli permette di adattarsi al corpo nel tempo».

La pelle coltivata non viene utilizzata immediatamente. Servono circa quattro settimane per produrla, durante le quali i pazienti ricevono le cure standard. Il trapianto viene poi impiegato in zone critiche, come articolazioni o aree soggette a cicatrici gravi. È la strategia adottata anche dopo l'incendio di Crans-Montana.

DenovoSkin è attualmente al centro di una vasta sperimentazione clinica di fase 3, avviata nel 2025 e condotta in 20 centri specializzati in Europa e Svizzera. I primi risultati indicano una guarigione stabile e cicatrici di qualità superiore rispetto ai trapianti tradizionali. Un passo decisivo verso una nuova fase della medicina delle ustioni, in cui sopravvivere non è più l'unico obiettivo.

2026-01-19T15:14:34Z