In umbria l’energia è misurabile. Il Borgo dei Conti Resort di Boschetto Vecchio (PG), a 15 km dal Lago Trasimeno, non ha solo un parco secolare, bensì bioenergetico. I suoi sedici ettari, che uniscono un uliveto e un giardino ottocentesco, sono stati analizzati tramite biorisonanza e antenna di Lecher polarizzata per identificare le aree in cui la relazione tra l’albero e il campo geomagnetico attorno produce effetti biofisici positivi sull’organismo umano. Queste misurazioni hanno individuato 35 alberi di specie differenti (tra cui ulivo, leccio, quercia, pino, tiglio) capaci di generare un miglioramento del metabolismo, dell’attività neuroendocrina, del sistema immunitario e dell’apparato cardiocircolatorio. La “prescrizione” consiglia una permanenza di almeno 15 minuti, in quiete, entro 5-6 metri dal tronco (borgodeicontiresort.com).
A comano, tra acqua e verde. Le cure termali a Comano, in Trentino, hanno qualcosa di speciale perché oltre a inalazioni, bagni benefici o un soggiorno nel bellissimo Grand Hotel Terme (ghtcomano.it), prevedono anche la presenza di quattordici ettari di bosco, sentieri e laghetti del Parco Termale. Questo scenario fiabesco è parte integrante dell’offerta di benessere che non può prescindere dal contatto con la natura. E dall’anno scorso questo parco è qualificato per la “terapia forestale”, la pratica scientificamente validata in grado di ridurre l’ansia e lo stress, attivare le difese immunitarie, migliorare la funzionalità cardiaca e respiratoria, regolare il sistema nervoso autonomo. Le attività possono durare una o due ore, in gruppo o da soli, in cui si cammina tra gli alberi (anche a piedi nudi), si respirano i profumi della natura, si medita, si ascoltano i suoni accendendo tutti i cinque sensi (termecomano.com).
Le ragazze degli appennini. Nel cuore della Toscana, a pochi passi dall’adrenalina di Canyon Park, un bosco ispira un modo diverso di abitare il mondo. È, prima di tutto, la storia di due sorelle, Serena e Giulia Miazzo, che dopo percorsi lavorativi nel lusso e negli eventi, hanno scelto di vivere nella natura. Non è un resort né un centro yoga, e nemmeno un progetto green nel senso instagrammabile del termine, ma un ecosistema vivo, attraversato da un fiume e da una laguna dalle acque cristalline, immerso in tre ettari di foresta. Si chiama INmind (retreatsintuscany.com) e nasce da una scelta precisa: mettersi in ascolto della natura e costruire a partire da lì. «Quando siamo arrivate, il bosco era inaccessibile: alberi caduti, rovi, nessun passaggio. Abbiamo iniziato piano, liberando sentieri, trasportando materiali a mano, adattandoci a un luogo che non poteva essere forzato. Ancora oggi, ogni stagione richiede di ricominciare. L’inverno trasforma tutto. Il bosco cresce, cambia e ciò che abbiamo costruito va ripensato ogni volta». INmind non è un progetto romantico: «Non abbiamo acqua potabile: ogni cosa va organizzata. La terra è fatica». Ed è proprio dentro questa realtà concreta che prende forma un luogo che accoglie ritiri internazionali, percorsi di team building e programmi educativi, dove l’ambiente diventa strumento attivo di trasformazione. Non esiste separazione tra spazio e pratica: yoga su piattaforme sospese sull’acqua, notti in foresta, esperienze immersive nella natura. «Quello che offriamo non è una struttura, ma un ecosistema. Il benessere nasce quando il luogo smette di essere sfondo e diventa esperienza: il ritmo rallenta, l’ascolto si affina, il corpo torna a essere punto di riferimento. Anche la logistica segue questa visione: cibo locale, materiali sostenibili e soluzioni semplici ma efficaci, come una teleferica manuale che trasporta i pasti nel bosco». INmind ha appena ricevuto il premio Wellness Retreat of the Year 2026. «Non si tratta di uscire dal mondo, ma di starci con consapevolezza. Uno spazio in cui tornare a sperimentare ciò che resta profondamente umano. Perché, in fondo, il lusso del futuro sarà la presenza». M.B.
In trentino, respiro libero. Nei boschi di Fai della Paganella (TN) c’è un’oasi di bellezza e benessere senza biglietti d’ingresso: il Parco del Respiro, lo scenario per pratiche semplici ma capaci di grandissimi benefici. I monoterpeni emessi dai faggi hanno la capacità di abbassare il cortisolo e la pressione sanguigna, e stimolare il sistema immunitario, ecco perché sono teatro del forest bathing e di pratiche semplici che fanno tornare a noi stessi attraverso i sensi. Nel parco sono segnalati anche hotspot bionergetici in cui si consiglia di stare per almeno dieci minuti, alberi da abbracciare, anfiteatri naturali in cui godere della natura e zone lungo i ruscelli in cui fare il pieno di ioni negativi. Tutte esperienze da sperimentare da soli, in gruppo oppure guidati da esperti della montagna e di queste discipline olistiche (parcodelrespiro.it).