DAVVERO CI SERVONO MEDICI PURCHESSIA?

Guardate, quello che sta accadendo con l’esame a conclusione del primo semestre di Medicina aperto a tutti, non è una bagatella. Non è il solito pasticcio all’italiana, a cui ci siamo rassegnati.

È il test per il futuro della nostra sanità.

Vediamo il fatto.

Dopo decenni di politiche sbagliate, per cercare di fronteggiare la mancanza di medici, la ministra Anna Maria Bernini ha cancellato il numero chiuso e introdotto il primo semestre aperto a tutti.

Con una griglia finale: se non passi con almeno 18 (voto minimo) i Test di Biologia, Fisica e Chimica, non viene ammesso al corso di laurea.

E cosa è successo?

Qui i numeri friggono come l’ansia che angustia noi, che da questi medici poi verremo curati: 54.000 aspiranti hanno studiato per 6 mesi. Solo 5.400 sono riusciti a passare l’esame. Gli altri, i bocciati, hanno scatenato l’inferno. Oggi si mobilitano davanti al Senato, ma hanno fatto marce, proteste, minacciato cause. Una professoressa ha segnalato che sulle 93 domande, 2 contenevano una imprecisione. Insomma, sta montando, no è già montata, l’onda lunga e inarrestabile del “tutti dentro”. Ieri c’è stata la prova di Appello. E già i 50.000 che l’hanno tentata, si lamentano che era difficile. Già il ministero pensa a una sanatoria, saranno poi le varie università,  a cui verranno scaricati i bocciati, a offrire loro corsi di recupero. I posti da riempire sono 20.000, sennò come si fa, senza abbastanza medici?

Mi rendo conto di essere impopolare, ma credo che vada detto forte e chiaro. Non è promuovendo tutti, che si aiutano tutti. Anzi.

Il voto politico del lontano Sessantotto, si è visto i risultati che ha portato.

La medicina non è una materia neutrale. Medici formati male causano diagnosi e cure sbagliate. I loro errori intasano le corsie degli ospedali, e purtroppo talvolta anche i cimiteri. Medici formati male screditano l’intera categoria. Danno fiato alla medicina “difensiva” che, per timore di cause legali, spinge i medici bravi a prescrivere esami clinici e tecnologici inutili, che bloccano le liste di attesa e fanno saltare i conti.

Se merito è una parola equivoca, competenza non lo è.

Se 2 domande su 93 sono state formulate male (non doveva succedere), non basta eliminare dal computo del voto quelle due domande? Perché inficiare anche le altre 91 corrette? Uno studente di Medicina che non passa l’esame di Fisica, o di Biologia, o di Chimica dopo 6 mesi di studio, ha diritto di riprovarci. Ma se anche alla Prova di Appello fallisce, deve arrendersi alla evidenza. Questo percorso di studi non è adeguato per il suo talento.

Questa evidenza risulta alla gran parte di noi intollerabile. Tocca il nodo dolente del privilegio. Chi non passa l’esame magari non ha abbastanza libri a casa, non ha avuto un'istruzione secondaria di valore, vogliamo tarpargli le ali? Ma se invece chi passa l’esame avesse studiato, molto, moltissimo, avesse alcune doti caratteriali e di ragionamento particolarmente votate alle materie scientifiche? Avesse determinazione e tenacia e passione? L’esame, secondo me, non è una tagliola. È una mano tesa per farti superare l’ostacolo. Se sbagli, e sei capace di riconoscere l’errore, non lo ripeterai. Se continui a sbagliare, forse la strada che hai preso non ti appartiene. Magari diventerai un filosofo di vaglia, un ingegnere nucleare, un artista sublime.

Non ci servono medici purchessia. Ci servono professionisti competenti. Perché, tra pochi anni, sarà l’Intelligenza Artificiale a darci la diagnosi. Ma solo il bravo medico saprà come usare quei dati per farci guarire.

2025-12-11T13:15:32Z