SONO TORNATA ALLA VERSIONE DI ME IN CUI MI TROVO BENE

E poi la commessa disse: «I barrel non glieli faccio nemmeno provare, li avrà già sicuramente». E io non pensai una cosa normale, tipo: li ho i barrel? Pensai un pensiero più profondo, che lì per lì mi sembrò quasi filosofico. Pensai: che cosa cavolo sono i barrel? Ma per il riflesso incondizionato della simulatrice navigata sorrisi, guardai fissa la commessa negli occhi e dissi flautante: «Ma certo!». Poi uscii in fretta dal negozio. Fuori intanto aveva iniziato a piovere, ero a mani vuote e con un orrendo sospetto che ronzava nel cervello: ero diventata una signora fuori moda?

Capita così, un giorno come tanti. Un minuto prima ti senti sintonizzata con il cosmo: quando passa una canzone in radio sai le parole, conosci qual è il colore di stagione, il libro da leggere, la serie da guardare. Il minuto dopo la tua collega più giovane — non così tanto più giovane, però — cita un gruppo musicale e mentre i vicini di scrivania intonano il pezzo in coro, pensi: strano, non lo conosco. Poi una mattina ti metti i jeans, uno dei tuoi otto paia di jeans — sei la regina dei jeans — ti vedi riflessa nello specchio, ti stanno bene, fai per uscire, ma poi l’occhio si ferma sull’ampiezza — sono larghi — e ti prende il dubbio: sono troppo larghi? Calcoli velocemente quanti anni hanno e intanto ti appare l’immagine di tuo padre che indossa felice lo stesso modello di jeans a tubo della cappa dal 1994 e pensi: eccomi qui, ci sono arrivata anche io. Non si tratta di essere all’ultima moda — a me interessa poco, figuratevi a mio padre — si tratta di scegliere di non esserlo, di sapere da che parte va il mondo e decidere di andare da un’altra parte. Una parte che mi piace di più, mi somiglia di più.

Il confine è sottile solo per chi lo guarda da lontano. Certi tagli di capelli anni Ottanta, certe calze di retina color carne, certe giacche di pelle non sono scelte, ma strade smarrite. Ho sempre pensato che chi le indossa avesse rinunciato oppure smesso di capire il mondo e le sue vibrazioni profonde (queste vibrazioni sono il senso bello della moda) e fosse tornato a casa, alla versione di sé in cui si trova bene. È sbagliato? Nemmeno un po’, solo che è strano, soprattutto se pensi stia succedendo a te. I 5 stivaletti neri con varie altezze di tacco che possiedo sono un indizio: li ho identici da 15 anni e mi dico che sono diventati un grande classico, ma chissà, forse me la racconto e tra qualche anno farò, su chi mi incontra per strada, lo stesso effetto che mi fa la signora bionda che qualche volta incrocio insieme al suo cocker: grandi cerchi d’oro alle orecchie, il giaccone con le spalline imbottite, la scia di Opium. Come se fosse il 1985.

Ci sono un sacco di cose tecnologiche che non so fare, potenzialità che non uso, terminologie che non padroneggio. Mi racconto che, in quel campo lì, va tutto troppo veloce e in qualche modo mi assolvo. Forse dovrei farlo anche per le serie tv di cui tutti parlano, i miei stivaletti probabilmente fuori moda, i jeans barrell che non ho. Comunque poi li ho provati, quei barrel: mi stanno malissimo.

2026-03-11T18:45:02Z